Caso Ruby o caso Moro? Esportare subito in Italia la democrazia di Cordileone

12 MAR 15
Ultimo aggiornamento: 03:47 | 6 AGO 20
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Al direttore - Ruby come Moro? Ter, quater, quinquies, sexies? E soprattutto i signori inquirenti andranno ad Arcore con il laser per ricostruire la scena e accertare se vi fu penetrazione?
Frank Cimini
Lei ci scherza. La verità è che quando un’inchiesta riguarda il sesso l’obbligatorietà dell’azione penale, per un magistrato, viene automaticamente, e dunque discrezionalmente, considerata più obbligatoria che in altri casi. Vedrà, prima o poi arriveranno anche i laser.
Al direttore - L’assoluzione definitiva di Berlusconi conferma che se si giudica con equilibrio, senza pregiudizi, moralismi e quant’altro, anche in Italia si può fare giustizia. La sentenza indirettamente è una condanna del “giornalismo pornochiodato” con cui avete efficacemente definito tutta quella porcheria a cui abbiamo assistito precedentemente.
Pasquale Ciaccio
L’assoluzione c’è ma il fango rimane. Il processo mediatico funziona così: per lo sputtanamento non esiste Appello e non esiste Cassazione.
Al direttore - A Trieste, in 45 classi delle scuole dell’infanzia è stato propinato a bambini di 4 anni il “Gioco del Rispetto”, l’ennesimo escamotage per inculcare sotto mentite spoglie e, cosa più odiosa, fin dalla più tenera età, l’ideologia di gender. L’iniziativa – che nelle intenzioni dei due geni che l’hanno partorita mira a contrastare, manco a dirlo, la violenza sulle donne – “propone un cambiamento di atteggiamenti sul tema del genere e delle pari opportunità, persuasi che il cambiamento culturale avviene con la formazione delle nuove generazioni”. Ma in che consiste il gioco? Ad esempio, nel far travestire i maschietti da femminucce e viceversa, sotto gli occhi degli insegnanti che filmano e riprendono la mascherata. Il meglio però deve ancora venire. Il gioco prevede anche il “toccarsi reciprocamente dopo aver fatto ginnastica per sentire ciò che i coetanei provano dopo la fatica, per poi acquisire maggiori competenze sensoriali ed emozionali, esplorando a vicenda i propri corpi per capire le differenze tra i bambini e le bambine”. In questo modo, “i bambini possono riconoscere che ci sono differenze fisiche che li caratterizzano, in particolare nell’area genitale”. In pratica, il gioco del dottore 2.0, rivisitato in chiave politically correct. Naturalmente la cosa non è passata inosservata, e anzi è finita sui banchi del Parlamento. Staremo a vedere. Ciò che conta, è che questo sedicente “Gioco del Rispetto” è stato somministrato, lo ripeto, a bambini di quattro anni. Nelle scuole pubbliche. A Trieste. Poi non stupiamoci se l’Isis fa proseliti in occidente.
Luca Del Pozzo
Bisognerebbe esportare da San Francisco – cc Matteo Matzuzzi – l’arcivescovo Salvatore Joseph Cordileone.
Al direttore - Da mesi la via principale di Bologna, quella che va a sbattere contro le Due Torri, è un cantiere a cielo aperto. Ciò comporta disagi alla circolazione dei mezzi pubblici e lamentele dei commercianti e dei cittadini. Il fatto è che l’impresa appaltatrice (un “colosso’’ del settore “produzione e lavoro’’ della Lega Coop) rischia il fallimento con inevitabili ripercussioni anche di natura sindacal-conflittuale – in conseguenza dei piani di risanamento – sull’occupazione e sull’ordinato svolgimento delle opere. Ben oltre la crisi delle costruzioni, il colpo di grazia alla cooperativa pare che glielo abbia inferto una giovane sindaca (Laura Boldrini docet), del Pd, di San Lazzaro di Savena, la quale, all’insegna del “No alla colata’’ ha fatto saltare, nella frazione di Idice, un insediamento urbano di ben 500 appartamenti, deciso dalla Giunta precedente, anch’essa saldamente di sinistra. Come lei ha scritto, direttore, le c.d. ragioni dell’ambiente sono una delle “catene’’ della sinistra. Per di più la sindaca ha raccontato di aver ricevuto delle minacce (ne ha parlato a lungo anche la stampa nazionale e si è infilata ‘’a pesce’’ la magistratura) dando così spago alle nuove teorie che, a partire dall’affaire “Mafia Capitale”, associano la cooperazione alle organizzazioni malavitose. Così tutti si sono schierati con lei. Ovviamente, le mie considerazioni non sono rivolte ad attribuire delle ragioni o dei torti. Mi accontento solo di far notare come perisce un sistema di potere e di fornire qualche spiegazione sul perché, il 23 novembre, il 63 per cento degli elettori emiliano-romagnoli ha disertato le urne.
Giuliano Cazzola